[...Non è niente che sia per sempre...]
>"...perciò se è da un po' che stai cosi male, il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire..."sacrosante parole Alice, sacrosante parole...<
 



venerdì, novembre 27, 2009

Mi manchi tu, la fantasia,
il cinema, l'estate indiana,
mi servi tu, un brivido,
il ghiaccio nel, campari soda.

Fumo un'altra sigaretta,
perché è facile buttarsi via,
respiro e scrivo,
tutto quello che mi manca
è un'assurda specie di preghiera,
che sembra quasi amore...

Piangi Roma, muori amore,
splendi sole, da far male.
ho già fatto le valigie,
ma rimango ad aspettare.


Mi manchi tu, la libertà,
tanti LP, Battisti e Mina,
mi servi tu, la malattia,
che spazza via, la razza umana.

Chiudo con le sigarette,
un ragazzo in strada scappa via,
e metto in lista
tutto quello che mi manca,
e mi sembra quasi una preghiera,
oppure folle amore.

postato da ArtikaPage, novembre 27, 2009 00:58 | link | commenti

martedì, novembre 24, 2009

"niente lava più bianco sai, più della paura che hai di perdere il tuo seno bianco su di me"

 "durerà fino a che non smetterai"
"mi pulirò mi asciugherò mi piegherò
per te"

io sono senza pace

e se non ti piaccio più, perchè cosa piangerai?

io sono senza voce

per cos'altro mi terrai, per cos'altro mi vorrai?

ne uscirò come sempre
ne uscirò prima o poi
mi pulirò mi asciugherò mi piegherò

per te


e ci può essere della leggerezza anche in tutto questo

postato da ArtikaPage, novembre 24, 2009 20:43 | link | commenti

domenica, novembre 22, 2009

Novembre mio, facevi freddo...

....Ma nei tuoi giorni
è bello addormentarsi dopo fatto l'amore,
come la terra dorme nella notte
dopo un giorno di sole,
dopo un giorno di sole...

postato da ArtikaPage, novembre 22, 2009 17:50 | link | commenti

venerdì, novembre 20, 2009

nei nostri sogni ricorrenti. ci sono dei black out perchè ci sono troppi condizionatori accesi. la nostra guerra d'indipendenza non serviva. un campo di girasoli sulla nostra destra, mentre ti riaccompagno a casa. tra uragani e bagagli smarriti. volevi sempre che leggessi ad alta voce . tra ore d'aria e libertà condizionata. con i capelli e i pensieri diradati, e i programmi ministeriali che non coincidevano con i nostri. ti accompagno al mercato coperto ma la frutta costa troppo e prendiamo solo una ricarica per il telefono. poi finirà la musica e chissà. la mia solitudine adesso è alta tre metri. come le donne che lavano le tute dei reparti dove si lavora l'amianto che poi sono morte di cancro. d'inverno alle cinque di pomeriggio è già notte. i cieli dell'argentina non assomigliano ai miei occhi. i passaporti le caserme e l'eternità in cui noi non ci saremo. capisco la disposizione dei mobili e tu intanto studi per il prossimo esame. i nostri corpi estranei e i silenzi.

quando ho pensato che sei come l'edera.
 quando hai pensato che sono come l'edera.

postato da ArtikaPage, novembre 20, 2009 02:49 | link | commenti

mercoledì, novembre 18, 2009

Come vorrei resistere

al tempo che mi scivola
se fossi qui con le mie mani
scaverei nei miei pensieri
ora so cosa voglio
ma non so quanto è giusto
rinunciare a tutto il resto

Svegliami fa che sia attento
agli attimi anche quando rinuncio
stringimi se ne ho bisogno
lasciami guarire in silenzio
sarai stanca del mio ostinato insistere
ma perdona il mio mortificante esistere


Ora so cosa voglio ma non so quanto è giusto
rinunciare a tutto il resto
rinunciare a tutto il resto
so cosa voglio ma non so quanto è giusto
rinunciare a tutto il resto


Svegliami fa che sia attento
agli attimi anche quando rinuncio
stringimi se ne ho bisogno
lasciami guarire in silenzio


Sarai stanca del mio ostinato insistere

ma perdona il mio mortificante esistere

postato da ArtikaPage, novembre 18, 2009 19:16 | link | commenti (1)

martedì, novembre 17, 2009

ma c'era un male in me che non si cura ne coi baci, nè con la cocaina.
e l'ho riscoperto oggi
e se ci ricasco
so già che torneranno le mie strane forme di bulimie
e mangerò granelli di sale fino a sentire del dolce in me
e c'è solo male
solo male
in polvere

postato da ArtikaPage, novembre 17, 2009 21:50 | link | commenti

lunedì, novembre 16, 2009

non ci sarà nessun Charlie figlio dell'incoscienza, almeno per questo mese

contento?

postato da ArtikaPage, novembre 16, 2009 15:49 | link | commenti

avevo piombo da sparare

postato da ArtikaPage, novembre 16, 2009 02:00 | link | commenti

domenica, novembre 15, 2009

Occhio per Occhio, Dente per Dente

Sono il tuo poeta e scendo le acque erratiche e limpide
di una venerazione-fiume, senza temere le rapide.
Son sul flusso che mi ti porta e sto sdraiato a naso in su:
quando alla baia la barca è giunta a braccia aperte ci sei tu.

Ohh, amami quanto vuoi:
scintillerò di rime in fondo agli occhi tuoi.
Ohh, tu vieni dentro ai miei:
quel che troverai è quello che tu sei per me in ogni istante.

"Un mio gioco di sillabe ti illuse" il gran poeta fissò,
ma non fra le deluse con "l'onesto rifiuto" ti metterò.
Passeremo minuti ed ore nell'ardore più complice.
Amorevole amore illuso: sillaberemo le coccole.


Ohh, amami quanto vuoi:
scintillerò di rime in fondo agli occhi tuoi.
Ohh, tu vieni dentro ai miei:
quel che troverai è quello che tu sei per me in ogni istante.

Non mi chiedere amore che non credo sia tempo di guerra per me.
Se ho bisogno d'amore non vuol dire che amo l'idea di te.
Mi dispiace, tesoro io non ho alcun progetto per noi.
Sto bene come sto. Se è una colpa un giorno la pagherò


Ohh, amami quanto vuoi:
scintillerò di rime in fondo agli occhi tuoi.
Ohh, tu vieni dentro ai miei:
quel che troverai è quello che tu sei....

o quel che non sei più.

postato da ArtikaPage, novembre 15, 2009 19:19 | link | commenti

sabato, novembre 14, 2009

Ogni goccia di saliva che c'è in te
ho cercato di sentirla mia
la tua bocca cieca che mi aspetta
sento che ha ragionevolmente fretta

Questo autunno che ci cola tra le gambe
dici che leccarlo ti da un senso
sai è curioso
perchè anch'io sento lo stesso
è perchè io e te non ci crediamo che è successo

Ho il tuo profumo di sudore su di me
ma ho ancora un senso per me stesso?
e succhiando il tuo respiro ti ho sentita sussultare
la realtà che rientra proprio adesso

postato da ArtikaPage, novembre 14, 2009 19:51 | link | commenti

Yes I understand that every life must end, aw huh,..
As we sit alone, I know someday we must go, aw huh,..
I’m a lucky man to count on both hands
The ones I love,..

Some folks just have one,
Others they got none, aw huh,..

Stay with me,..
Let’s just breathe.

Practiced are my sins,
Never gonna let me win, aw huh,..
Under everything, just another human being, aw huh,..
Yeh, I don’t wanna hurt, there’s so much in this world
To make me bleed.

Stay with me,..
You’re all I see.

Did I say that I need you?
Did I say that I want you?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,..
No one knows this more than me.
As I come clean.

I wonder everyday
as I look upon your face, aw huh,..
Everything you gave
And nothing you would take, aw huh,..
Nothing you would take,..
Everything you gave.

Did I say that I need you?
Oh, Did I say that I want you?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,..
No one know this more than me.
As I come clean.

Nothing you would take,..
everything you gave.
Hold me till I die,..
Meet you on the other side.

postato da ArtikaPage, novembre 14, 2009 14:13 | link | commenti

venerdì, novembre 13, 2009

 

distese azzurre di cielo volarono rasoterra allo spavento - con inverni in ogni angolo - mentre qualcuno tratteneva nel pugno il vento e isole d'immaginazione e freddo.
al finire dell'allarme i sistemi tecnologici sollevarono l'azzurro spalancando la notte e qualcuno mise su il caffè trascinando i piedi.
terrorizzanti dagli ospedali dei malati immaginari con treni puntuali che partivano da stazioni vuote. Prima delle cinque del mattino gli allestitori presero a lucidare il cielo - spolverarono l'orizzonte e accesero il sole.
la gente era brava a camminare per strada seppure salutasse di rado - ciascuno diretto ad un punto diverso coi vecchi senza storia se non per collettiva memoria.
da tutte le radio la stessa canzone, si sparse un profumo struggente di pane appena sfornato con gli incantatori di serpenti sotto il sole riparato e la luce lavata dell'aria.
nel pomeriggio vento modulato. su letti l'amore, più tardi campane e il crepuscolo preceduto da uccelli nel piano segreto di qualche pensiero


quando i volontari pulirono dal sangue i teleschermi e i previdenti vi posero sotto catini
quando dalle finestre si vide l'abbassarsi delle nuvole in cumuli di fumo
quando lui la costrinse spingendola contro il muro
quando pervenne una canzone - una canzone da spezzare il cuore
quando lei braccata sbarrò gli occhi passandosi la lingua tra le labbra
quando sui tram la gente parlava di fuoco e rovina ad alta voce e nessuna sosta venne rispettata e diventò superflua anche la sincerità del pane
quando le acque si divisero e si dormiva di giorno per vedere di notte il replay degli scoppi
quando una Decisione ci rese prigionieri
quando s'alzarono le voci e tutti volevano farla finita e quella che non moriva
quando allagarono il mare infuocando il deserto con l'arma nel cassetto
quando i vecchi dissero e gli squilli dei telefono coprirono
quando lei sedette lui uscì sbattendo la porta riaprendola sbattendola ancora e i vetri si ruppero e la casa tremò mancò la luce e si spense il fuoco
e i vetri si ruppero e la casa tremò mancò la luce e si spense il fuoco quando le colline vennero piallate e aggiornata la topografia
quando tornarono gli abissi per i ponti interrotti - i ponti distrutti
quando la vecchia dalle labbra sottili abbassò la testa pose una domanda corse nell'altra stanza
quando le macchine per scrivere vennero oleate
quando i bambini videro il condottiero indicare agli eserciti il lato opposto dove sarebbe sorto il sole
quando il dolore ci divise - il dolore che separa il dolore che seduce
quando il nuovo Re del Mondo ordinò agli eserciti l'inizio dell'approdo dalla parte della sponda e qualcuno si baciò su di una panchina di provincia e il calciatore cadde al suolo
quando contenuti dalla polizia i ragazzi salutarono il rock mentre si smarriva
quando il 'poeta assoluto' transitò davanti a un'osteria con pensieri morbidi guardandosi attorno avventandosi all'interno del Rifugio
quando si sparse voce che i ciechi vedessero e arrivarono gli incantatori di serpenti pulite le strade - i pavimenti - incollato ogni frammento di vetro e il Condottiero guardò dalla parete dove non sorge il sole e sui tram indistinguibile brusio poi un silenzio tranquillo tipo addio
quando s'accesero le luci nelle chiese chiuse
quando quella inarcò la schiena tese il braccio e tra le dita la pezza pendula color-di-seta perché si giuocasse tutti a ruba-bandiera


mentre le case erano fortezze cancelli video-citofoni portieri e porte blindate con serrature tecnicolor panavision mentre sètte dirigevano progetti assaltavano il futuro preparavano la bonifica del bisogno e dell'immaginazione mentre sta più male quasi per morire l'amico tossico sieropositivo senza dio
mentre il ragazzo ha deciso l'ora il modo la bottiglia col messaggio per mandarci tutti all'altro mondo o per tenerci in questo
mentre ciascuno chiudeva ogni spiraglio contro il maglio
mentre si mangiava parlava beveva sposava e l'unica Tempesta diventava chi ci moriva in casa
mentre l'Idea stentava a venire e c'era chi la spingeva a forza di badile
mentre le donne andavano per strada con la messa-in-piega computerizzata
mentre dal cortile il solito canto d'uccelli come giorno festivo - prima vera vicina - inverno più forte - le sei del mattino - i poeti nel sonno e una pioggia banale che comincia improvvisa
mentre milioni di mani alle prese con giarrettiere jeans pistole mucchi di fogli capelli cappelli assegni e coltelli
mentre una donna mi cadeva dal cuore e un'altra s'alzava
mentre sting cantava


quando venimmo circondati dalle ombre della nostra vita che non bastarono a nasconderci a giustificare il non sapere esattamente che fare
quando la nostra voce riusciva a valicare a stento l'attenzione dei compagni-di-strada e in quello 'stento' l'ora del delitto era cominciata
quando fummo coinvolti nella vergogna e mia madre pregava il buon-dio e s'aspettava la bassa marea
quando cominciò a nevicare - alle sette di sera gelava e tutti a correre a casa
quando si vendevano mattoni del Muro polvere di Luna e notizie dal Fronte
quando al di là del mare - dall'altra parte della Terra oltre gli ammassi di banchi d'aria - sconosciuta memoria - diversi vini usi mercati musiche strade - lui alzò le mani dicendo 'm'arrendo' come facevo io quand'ero bambino
quando avvenne ci fosse qualcosa più triste delle nebbie - delle parole d'addio - della nostalgia di un ricordo d'infanzia
quando l'ora arrivò e s'udì il tonfo di un 'topolino' caduto per sonno di mano a un bambino
quando i vecchi ricordarono e le nostre voci cancellarono
quando si mise a ferro-e-a-fuoco il rifugio dello zingaro dell'africano e in cinquecentomila dicemmo 'io non sono stato'
quando fu come 'ombre rosse' - pellerossa - neri - portoricani o italiani
quando allah e gesù cristo perdettero il confronto col nuovo Re del Mondo
quando l'isteria prese la gente e si cambiò l'aria ai rifugi antiatomici e idee come bunker e comodi pensieri su territori minati e le menti ondulanti i portaerei con trattini di confusione come siluri in ogni direzione quando la spazzatura da buttare i piatti da lavare il lavoro da finire la sigaretta da bruciare la bicicletta da riparare
quando l'assegno - la carica alla sveglia - qualcuno da non tradire - un segreto da conservare - un dono riparatore - dalla radio improvvisa ancora la stessa canzone e i fazzoletti di carta lo shampoo alle erbe - lettere da spedire e parole come ferite
quando si sentiva domandare 'di-che-segno-sei' - la macrobiotica alla moda - la lettera dall'india di un amico in galera - una lite furibonda - i ragazzi con la brillantina e i casuals e i signorini vestiti da morti già con fantasmi di fiori e candele e i poveri - i poveri male-in-arnese
quando il Condottiero indicò la vittoria e il gesto fu così vago che convinse la folla


e ancora distese di cielo quando nel tardo pomeriggio era uscito dall'ingenuo rifugio della boscaglia il militare 'alla macchia' - di leva.
trovò tutto normale. Zaino leggero - lui un po' dimagrito - passo incerto - trionfo di dentro e la città giù in fondo con agguati di armi - campanili come missili e intrighi di antenne e di croci - tremula per via di riflessi d'umida luce. il mondo riposava in discesa ed era più facile adesso tornarci.
il posto-di-blocco per caso stava giusto all'ultima curva che precedeva l'asfalto.
vide e pensò che dunque era stato tutto un inganno.
corse ma un poliziotto biondastro più lesto degli altri sparò. lui cadde. quello ancora sparò.
il ragazzo capì e non capì come forse succede quando si muore - disteso per terra - tra guerra e non guerra.

postato da ArtikaPage, novembre 13, 2009 01:41 | link | commenti

mercoledì, novembre 11, 2009

Lascio ciò che ho
Sento che crescerò
Vivere male prima o poi ti fa male
E tu vendi come un sogno la normalità
Che mi ucciderà
Non riesco a godere della tua velocità
Non mi fai gioire della mia felicità
Questo non è quello che vorrei
Per me, per noi
Non voglio ciò che hai
Credi di far sognare
E la verità è che la gente sta male
Inseguendo ogni giorno la normalità
Che ci ucciderà
Non riesco a godere della tua velocità
Non mi fai gioire della mia felicità
Questo non è quello che vorrei

Per me, per noi

postato da ArtikaPage, novembre 11, 2009 19:15 | link | commenti

Muore lentamente chi evita una passione,
 chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di unosbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.


non faccio finta di niente
decido io

postato da ArtikaPage, novembre 11, 2009 01:51 | link | commenti

lunedì, novembre 09, 2009

Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova in the sky
Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova
A champagne supernova in the sky


devo tornare a distaccarmi da tutto e da tutti
anche da te

where were you when we're getting high?





invisibilità a tratti distorta dalla voglia di ritorvarmi nel tuo letto a sonnecchiare tra le coperte e il fumo di troppe sigarette spente dal tedio e dalla passività

vita consumata a fare nulla

e involucri vuoti sul comodino

mi manca tutto ciò

postato da ArtikaPage, novembre 09, 2009 14:30 | link | commenti

domenica, novembre 08, 2009

aspettiamo il 18 novembre

se sarà maschio lo chiameremo Charlie

e sarà frutto della nostra incoscenza








Dici che mi vuoi perciò mi avrai
Dici che mi sai e poi si sa
Che tanto facile è tanto facile
Adesso che non c’è più lei
E’ tanto facile adesso è facile
Sapere cosa vuoi
Capire cosa sei
Ma ti ho aspettato e scopro
Che sei già passato dentro di me
So che tu mi vuoi
Prendimi se puoi
E dici che mi sai
E poi mi va
Adesso è facile è tanto facile
Adesso che non c’è più lui
E’ tanto facile e solo facile
Capire cosa c’è
O dirsi che non c’è
Ricominciare a vivere con me per me
E adesso è facile è tanto facile
Davvero splendidi io e te
Adesso è facile è tanto facile
Capire cosa c’è e amare quel che c’è
Ricominciare a vivere per me con te
Ricominciare a vivere per me

postato da ArtikaPage, novembre 08, 2009 15:49 | link | commenti

sabato, novembre 07, 2009

sposami
...Dario Ciffo...

Che cosa vuoi da me,
cosa pretendi da me
se e' giusto non lo so,
elementari si e no
la donna e' donna e tu una donna sei,
che importa cosa fai
resta qui con me
finche' vuoi che da mangiare c'e'
insieme a te sto bene
tra le braccia tue cosi''
adesso non parlare
anch'io sai
no ho avuto piu' di quel
che ora tu mi dai
tu prima
eri sola
il tempo corre e vola
oh non spiegarmi chi sei
perche' vai sempre bene per me
la donna e' donna donna e tu una donna sei,
che importa cosa fai
resta qui' con me
finche' vuoi che freddo non avrai mai.
insieme a te sto bene
tra le braccia tue cosi'
adesso non parlare
anch'io sai no ho avuto piu'
di quel che ora tu mi dai.

postato da ArtikaPage, novembre 07, 2009 21:08 | link | commenti

giovedì, novembre 05, 2009

Remember me

special needs




when every noses start to bleed
remeber me
special dreams


oggi non gira

postato da ArtikaPage, novembre 05, 2009 19:28 | link | commenti

mercoledì, novembre 04, 2009

mi spieghi che dietro ogni campo di grano c'è i l Divino

e io ti sussurro all'orecchio

Van Gogh


poi però torniamo a letto

postato da ArtikaPage, novembre 04, 2009 23:34 | link | commenti

martedì, novembre 03, 2009

non ce la possiamo fare a rispettare le astinenze imposte dallo studio e dall'amicizia, appassita. ed entri fin dove nessuno era mai stato, ad esplorare i miei perchè, le mie instabilità. e sono situazioni precarie, situazioni instabili, situazioni scomposte, come la ferita riaperta sul mio ginocchio. e il muro ha scoperto il sapore della mia carne. troppo fresca. mi piace guardarti e sentirmi bianca. vivere le abitudini istantanee come fossero da sempre esistenti. prendiamo un caffè, poi andiamo a studiare in mezzo ai farmacisti che però parlano di portafogli efficienti, come le nostre cafastrofi interrotte dalle voci di Pamela. compra i preservativi cosi quando mi passerà la voglia di scoparti, potrai ancora guardarne gli involucri colorati. e il sesso diventa un piacere strano, egoista, liberatorio. e non ti senti in colpa se lo fai solo per te stessa, se lo fai e poi in fretta ti rivesti per non farti sgamare dalle coinquiline. la fugacità diventa un bene estremo. e la non voglia di ritornare sul letto caldo sporco di cenere dell'ultima sigaretta spenta di fretta prima di un orgasmo. non so cosa  mi fai. mi rendi libera e profondamente menefreghista. ed è come se quella camera non vivesse, rimanesse sempre ferma in un istante preciso, oltre la mia porta. uno, due, tre bicchieri di spumante per le lauree nostalgiche, ed ecco che infrangere le regole diventa un gioco strano, che mi piace fare, mordendoti il collo, lasciandomelo fare, volentieri. ci innamoreremo e ci sfasceremo anche noi? non mi rispondere, fammi soltanto vedere che possiamo vivere lo stesso, e possiamo anche andare a fare colazione nel bar sotto casa, dopo aver passato la notte a dormire e fremere, e poi guardare tremonti imitato da guzzanti e le stravaganze di bianconi che vuole andare via dall'italia, e godano gli fa capire che è un coglione, ma io lo amo lo stesso. e non amo te, che però mi possiedi, quando lo decido io. io che mi prendo volentieri gli insulti, e mi rallegro quando mi dai della stronza. facciamoci ancora del male mr gianduia.




Ciao,che fai?mi vuoi?
ok,ti va?
di qua,ci sei?ne fai miracoli..
reciti bene

Io non so chi sei
vorrei gli dei quaggiù
perchè così rinascerei
senza guai
Dark Room
Che cosa vuoi?
tramonti
Che cosa dai?
che sconti fai?
Che occhi neri hai

Tu sei qui con me,vicino a me
che posto strano
Io ti annuso,ti codifico
essere umano

No,non vuoi,perchè?
non so
ci stai?
così non posso gli altri guardano..proprio noi
dark room
No,così non va
non sei gli dei per me
perchè c'è brutta musica?stupida
Che segno sei?
leone
Quanti anni hai?
E che progetti fai su di me?

Tu sei qui con me,vicino a me
che posto strano
Io ti annuso,ti codifico
essere umano
tu sei qui con me,vicino a me
mi sembri strano
cicca spenta sul parquet
ti prendo
e poi ti fumo

postato da ArtikaPage, novembre 03, 2009 22:40 | link | commenti

"mi ero dimenticato quanto si stesse bene con le ragazzine, mi piace toccare la tua pelle liscia, mi piace dormire con te, mi piace scoparti, per me sei carne fresca, non riesco a farne a meno"

dormo qui da te, ma domani mattina sveglia alle sette e tre quarti ed andiamo a raddrizzarci le schiene in via Ranzani

Fai ciò che devi
non guardare mai giù
perchè sei ciò che vedi
se c'è un senso sei tu
E tutto è tranquillo
intorno a te

Sei carne fresca
non so dirti perchè

Ma è dentro te che sei solo
E'dentro te che sei re
Tutto è calmo
intorno a te
Tutto è calmo
intorno a me

postato da ArtikaPage, novembre 03, 2009 08:26 | link | commenti

lunedì, novembre 02, 2009

diamoci le nostre regole distorte

per una settimana niente sesso

proviamoci
 
ne va del mio esame di mercati derivati
 

postato da ArtikaPage, novembre 02, 2009 14:34 | link | commenti

domenica, novembre 01, 2009

Sulla scia (di nuovo) di una cameriera...
stacca dal bar élite alle sei la sera
 "guarda la coincidenza... ti ho vista ieri sera... dimmi come ti chiami quanti ragazzi chiami
io non so fare niente volevo solamente...
chiuderti di sopra su da me forever"

ci prenderemo come i cani
la gente fuori non lo capirebbe mai
perduti nell'appartamento non ci ritroveremo mai
"quanti anni hai?"
ma sempre meglio di morire
 di tanti anni uguali e neanche un attimo...
"come va la vita?" "come di solito"
 "dove vai la sera?" "ti conosco appena..."
la canzonetta triste te la farò sentire
gira sul giradischi dentro l'appartamento
falla girare ora
domani forse me ne andrò via da qui via da te forever and ever


e ci ameremo come i cani
e tu non mi ricorderai negli anni mai...
e non sarà poi tanto bello (glissando di violini come al cinema...)
 ma sempre meglio di una sera d'inverno contro la città non ti sembra?

postato da ArtikaPage, novembre 01, 2009 17:46 | link | commenti

sabato, ottobre 31, 2009

cuciamoci addosso questa canzone con ago e filo nero

e continuiamo a farci del male con cose sbagliate, di quelle che però ci fanno stare bene

e ci fanno passare la notte che non so come ma mi sento di nuovo adolescente, tra le tue mani buie. e tu mi dici che voli verso i trentanni, ed io, rimango ancorata ai miei venti, sfioriti come la primavera, con te. e sembra di vivere tra le parole marcie di una canzone di vasco brondi, quando mi alzo dal letto, senza aver chiuso occhio, e sono le sette di mattina, e scorgo la luce dalla finestra che da sul cortile interno. e scopro che a casa tua c'è un cortile interno, e mi chiedo perchè, se ti abito di fronte, lo noto solo ora. e poi spiare nell'appartamento di fronte e cercare il senso di quelle cartoline attaccate al vetro. sembra di stare a Parigi, e penso che ci vorrei tornare, da sola però. gli odori della nostra pelle si mischiano, e non ritrovo più il mio, forse è rimasto sulla scrivania. cosi la prima cosa che voglio fare è tornare a casa mia e farmi una doccia fredda, ma il profumo di Stoccolma non va via. i Baustelle nella mia testa in sottofondo, e capisco che devo smettere di drogarmi, e metti su una canzone dei Verdena, e riscopro i miei 16 anni morti di fame. la luce di mezzogiorno filtra tra le tapparelle, e corri a chiuderle ti prego, non ho voglia di guardare. e ci fumiamo una sigaretta sul pavimento, uno a fianco all'altro, e io mi ritrovo abbracciata ad una mantella marrone, che mi scopre i seni. mi chiedo che fine abbia fatto la mia coperta blu. forse in mare. torna a letto. ho detto basta. scaldami, colpiscimi, poi mi viene quasi da svenire dal male che provo per me. andiamo in cucina, ti faccio una caffè, mentre scommetti su quale campionato non lo so. e sembra di essere dentro Traispotting, con le lattine di birra sul tavolo, i calici del vino, e la muosse di ricotta e vaniglia di qualche sera fa. il tagliere l'hai lasciato sul terrazzo, e ci entrano dentro i cani randagi se non chiudiamo il portone dei nostri cuori. devo andare, e mi dici che anche tu hai un esame, dovremmo studiare insieme, magari domani, magari mai. e poi arriva una canzone degli Strokes mentre mi tieni come una bambina seduta sulle tue gambe e mi mordi un fianco. e io ti dico che l'ascoltavo spesso, ero in terza superiore, e tu, al terzo anno di università. scusami, hanno suonato al campanello.devono essere le mie coinquiline, apri che io mi nascondo tra le tende che non ci sono più in cucina. i mercati derivati mi chiamano a squarciagola dalla mia stanza, devo andare. l'accendino è rimasto in camera tua, tra il Manifesto e l'Unità. chiamiamo D'Alema a far cadere ancora una volta il governo dei nostri sentimenti mai nati. ci vediamo più tardi Alice. lo so come mi chiamo, non ripermelo più.

lo sai che lei è immobile
è tutto ciò che so di lei
e in fine senti che c'è
ed ora scegli chi c'è in te
lei che non è mai la verità
è tutto ciò che ho di lei
mi arrendo e sento che c'è
in fondo è certo per me
e comunque sia tu nei sensi nell'immagine
puoi convencermi tutto in fondo è così semplice ed inutile
ora resterei immobile
ed io sarò infallibile
è tutto scelto per me
in tutto quello che c'è in me
e comunque sia tu nei sensi e nell'immagine
puoi convincermi tutto in fondo cosi semplice ed inutile

postato da ArtikaPage, ottobre 31, 2009 16:27 | link | commenti

venerdì, ottobre 30, 2009

...era mia amica, era una stronza, aveva 22 anni appena...

e nonostante le bombe vicine, la fame, malgrado le mine sul foglio lasciò parole nere di vita

la guerra è finita

per sempre finita

almeno per me

 

emotivamente instabile, viziata ed insensibile

e nonostante sua madre impazzita, suo padre

malgrado belgrado, america e Bush

con una big profumata

la guerra è finita

scrisse cosi

adoro essere dipinta dalle parole di Bianconi

postato da ArtikaPage, ottobre 30, 2009 13:21 | link | commenti

giovedì, ottobre 29, 2009

superficiali ricreative pietà
leccavo caramelle amare
e primavere già sfiorite con te
e già ti odiavo dal profondo
avevo piombo da sparare
se stereofonica posavo
d'imbarazzante giovinezza lamé
e fantascienza ed erezioni
che mi sfioravano le dita
tasche sfondate e pugni chiusi
"avrei bisogno di scopare con te"

postato da ArtikaPage, ottobre 29, 2009 14:10 | link | commenti


Quando ti ho sognato eri una goccia
in un oceano di gomma
credo in te come tu credevi in me?
un fiore d'oppio in porcellana e roccia

beh almeno tu sei vero
anche se sei solo pensiero
chi di noi due è reale 
io  non son più vivo
e tu non sei mai stato capace di amare


sento che ho qualcosa qui dentro me
che non voglio sapere
i giovani cuori falliscono
Roby può interessare?

che tu per me sei vero
sei il mio più dolce pensiero
il prezzo sai è un po' il mare
ti culla e non ti vuol lasciare

tu per me sei vero
sei il mio più dolce pensiero
è solo tuo e mio il finale
credo che per gli altri sia solo
imbarazzante e virtuale

sai per me sei vero
facciamo che sei il mio più dolce pensiero
il prezzo è un po' il mare
sembra che ti culli
ma poi ti vuole ingoiare . . .

...non va più via l'odore di Stoccolma...

sembra che ti culli ma poi ti vuole ingoiare

postato da ArtikaPage, ottobre 29, 2009 10:43 | link | commenti

mercoledì, ottobre 28, 2009



Ora che sei vera
sai la verità
siamo vivi per usarci

usa l'amore
su di te muore
usa il sapore
su di te muore
usami amore
usami o muori

sarai sempre sola
ora che mi hai
e che il pianto tuo incendia


bianco calore
scalda il mio amore
bianco calore
sfondami il cuore
bianco il mio dio
ciò che è mio è tuo

saprai sola
sporca sposa
sarà sul tuo grembo
rabbia e lava
come


bianco calore
ua il mio amore
bianco il calore
sfondami il cuore
bianco calore
usa il mio amore
bianco il mio dio
ciò che è mio è tuo
ciò che è mio è tuo
ciò che è mio è tuo

 

 

usami ancora, davanti all'ennesimo Truffaut

postato da ArtikaPage, ottobre 28, 2009 18:08 | link | commenti

martedì, ottobre 27, 2009

postato da ArtikaPage, ottobre 27, 2009 16:15 | link | commenti

io non mi innamorerò mai di te

anche se ho passato la notte tra le tue braccia

avere vent'anni, e tu sull'orlo dei trenta

metti che ci ritroviamo simili e magnetici

metti che mi innamoro del tuo petto e della tua mente

metti che non mi puoi dire certe cose

"dovevi lasciarlo prima a Riccardo"

sarebbe stato diverso un'anno fa???

 

...non voglio tornare a Never, voglio restare ad Hiroshima...


Mettiamo che sia vera
La tua bocca
Soltanto se mi guardi ma non parli
Mettiamo che sia piccolo
Il tuo seno
Un crimine
Allora avrai vent’anni

Allora troverò una scusa
Per non poterlo più scordare
E se ti va
Una follia
Il seno in fotografia

Mettiamo che tu voglia avvicinarmi
Solo perché sei fatta
Ed hai vent’anni
Mettiamo che ti chieda di seguirmi
In macchina
Mi daranno vent’anni

Se sarai nuda in una posa
Sopra il sedile posteriore
E se lo vuoi
La vita è pellicola
Capezzoli
Come souvenir

postato da ArtikaPage, ottobre 27, 2009 16:08 | link | commenti